Piazza di Ceggia

L’area della piazza di Ceggia rimane ancora oggi un polo aggregante e centro-città dell’intero agglomerato urbano per la concentrazione dei suoi servizi essenziali. Risultando, quindi, il luogo maggiormente fruito dalla collettività, deve avere tutte le caratteristiche di Centro come parte differenziata e qualificante dell’insieme ed a porre quello in un rapporto univocamente determinato.
Il processo formativo della struttura urbana è stato analizzato individuando gli elementi da introdurre nel progetto per una migliore ridefinizione dell’assetto urbano.
In particolare vengono presi in considerazione i seguenti aspetti:
a) restituzione della continuità urbana, mediante l’eliminazione delle barriere che, attualmente, dividono la piazza in comparti stagni;
b) rapporto con il tessuto urbano mediante l’integrazione con il sistema dei percorsi esistenti;
c) ridefinizione del sistema insediativo, in modo da configurare una nuova quinta urbana e dei limiti allo spazio piazza;
d) creazione di un nuovo sistema di parcheggi;
e) l’interpretazione attraverso la pavimentazione e l’arredo della piazza dei processi storici che hanno caratterizzato la storia dell’insediamento urbano;
g) definizione di un sistema integrato a quello dei percorsi pedonali che migliori l’utilizzo degli spazi di relazione.
Il processo progettuale ha ricercato di rivelare l’origine dello spazio, chiarire innanzitutto il rapporto visivo con i monumenti e i fronti edilizi, restituire successivamente con interventi sui sistemi della pavimentazione e dell’illuminazione il senso di “percorso” e quello di “sosta” al parcheggio insistendo su questa differenza con elementi specifici ripresi dalla storia del luogo: la leggera sopraelevazione di parte della piazza del mercato evoca le origini di luogo sopraelevato (sanos) rispetto alla palude, il disegno semplice della pavimentazione richiama le centuriazioni, la presenza di alberi ricorda il vicino Bosco Olmè.
L’intervento è orientato a chiarire le preesistenze non negando la presenza del nuovo ma smorzandone i caratteri provocatori del nuovo nelle forme che invece devono contenere una temporalità più estesa della storia. La quota della piazza del mercato viene così uniformata al livello del piano terra della ex scuola elementare evidenziando un sistema dei percorsi porticati e della funzione commerciale. La creazione di un ampio porticato permette di conservare il cono visuale sul fronte della Barchessa di Villa Bragadin in quanto elemento morfogenetico e di maggior rilevanza storico-architettonica del sito.
Sono stati colti aspetti formali del luogo (vedi elementi caratterizzanti le architetture esistenti) al fine di inserirli nella formulazione del linguaggio architettonico utilizzato per il nuovo fabbricato quali l’utilizzo della muratura a faccia vista, degli elementi in pietra d’Istria, la partizione dei fronti ecc.
L’approccio progettuale utilizzato per gli spazi aperti implica che le eterogeneità ed i conflitti presenti nella costituzione stratificata del luogo non vadano omogeneizzati da un banale arredo uniformatore, ma fatti emergere per poi essere ricuciti, con una strategia di riposizionamento rispetto alla pavimentazione e agli altri oggetti.
Gli elementi monolitici posti nello spazio antistante il municipio, evocano i martiri di guerra, da cui la piazza prende nome e sono caratterizzanti della specifica diversità funzionale di quel luogo da sempre dedicato allo svolgersi delle funzioni pubbliche ufficiali della politica. Diversamente lo spazio contrapposto ha da sempre avuto una funzione di Mercato e dello svolgersi delle manifestazioni fieristiche del luogo per cui si è ritenuto di marcare questa differenziazione con i linguaggi utilizzati nella definizione del progetto.
A dare senso ad una evidente relazione che gli spazi delle due piazze vanno ad assumere nel progetto vi è un grande tema conduttore che viene definito IL CICLO DELL’ACQUA. Tale tema si pone d’obbligo in quanto il luogo storicamente a margine della palude ha trovato la propria condizione minima d’esistenza antropica solo nei periodi in cui l’uomo è riuscito a bonificare le terre e ad avere il controllo su questo elemento fondamentale della natura che è l’acqua. L’ideogramma progettuale si compone di tre fasi che attraverso degli elementi simbolo ripercorre in una sintesi ambientale e morfologica i vari passaggi del ciclo naturale dell’acqua individuando le seguenti analogie: il leggero elemento di copertura posto a filtro tra il parcheggio e la piazza (utilizzabile anche per lo svolgimento di spettacoli all’aperto) rivestito in zinco titanio crea un velo di gocce d’acqua che rappresenta la pioggia da cui ha origine l’acqua. Il sistema di raccolta che conduce alla seconda vasca caratterizzata dai getti d’acqua provocati da pompe evoca il controllo da parte dell’uomo del flusso e del livello delle acque attraverso le idrovore e i sistemi di bonifica la cui implementazione è la condizione essenziale dello sfruttamento di questo territorio. Infine lo scorrimento delle acque fino all’ultima vasca definita “il mare” da cui l’acqua evapora e riprende il suo ciclo naturale.

Luogo
Anno
Impresa costruttrice
Progettista

Ceggia (VE)
2005
F.lli PACCAGNAN SPA
Architetto Luca Zamuner